Se siete cattolici non leggete oltre. Qui sotto ci sono due pagine di bestemmie pronte per Natale. E dico sul serio
Buon Natale. Buon Natale. Fammelo ripetere. Quest’anno devo ripeterlo. Quest’anno devo ripetere un sacco di cose. Altre devo cercare di non ripeterle, ma queste sono conclusioni, e si fanno a fine anno, non a Natale.
Buon Natale Bruno. Mi chiamo per nome quando parlo con me. Buon Natale. Quest’anno te lo meriti davvero. E invece non ce l’hai, non potevi averlo, perché questo è l’anno peggiore della tua vita, e come tale non poteva darti che un Natale “di conseguenza”. Ma sta per finire, è questione di tempo. Via anche il Natale, più felice possibile, ma fallo passare, poi arriva fine anno. Fine. Bella parola stasera. Basta. Basta quest’anno. Troppe persone sbagliate. Anzi, una sola che me ne ha tirate addosso mille. E quelle che non erano cattive con me le ha rese tali, per farne strumento della sua battaglia. E quando ho scritto un post su quanto bella fosse, in un anno difficile, la certezza che almeno la tavola di mia mamma mi dava, arriva quella telefonata: “Il nonno sta morendo, correte in calabria”. Bum! Via anche la sera di Natale. Bruno ti ho detto che quest’anno paghi, e pagherai. Volevi la tradizione della cena di Natale? No, ti ho portato via tuo padre quest’anno, ti ho portato via l’amico quest’anno, e visto che speravi di rilassarti la sera di Natale tra le braccia della mamma, ti porto via anche il nonno, e lo farò nei giorni di Natale, perché quest’anno non devi e non puoi essere felice. Nemmeno un attimo.
Bastardo.
Bastardo.
L’ho capito il tuo gioco. E’ il gioco di voi bastardi. E’ lo stesso gioco di quella la. Troppo vigliacchi per colpirmi direttamente. Mi state girando intorno da un anno. Colpi, colpi continui, e quando ne ho assorbito uno o almeno sembro averlo assorbito me ne rifilate subito un altro. L’ho capito il vostro gioco. Il tuo gioco. Bastardo. Me li stai portando via uno alla volta, ma tutti insieme, tutti nello stesso anno. Mai, mai in vita mia avevo visto così tanti ospedali, preti, bare, lacrime. Bastardo. Ho capito il tuo gioco. Vuoi che sia io a decidere di raggiungerti. Ma non ce la farai a togliermi la forza. Sono più forte di quanto tu possa immaginare. Devi solo sfidarmi. Ma se pensi che ti possa risparmiare il viaggio quaggiù per venirmi a prendere ti sbagli di grosso. Ho passato dolore attraverso la mia carne. Ho passato sconfitte tra le mie mani. Ho avuto il demonio tra le mie gambe. Ho visto il mio stesso sangue chiedermi aiuto. No Bastardo. No. Non mi basta quello che stai facendo per farmi cadere. O meglio, mi basta per cadere, ma non ti basta per non vedermi rialzare. Ho capito dove vuoi arrivare. Me li stai toccando tutti, non me, io devo stare bene perché devo vederli bene tutti mentre soffrono. Chi sarà il prossimo? Chi? Perché ti manca mia mamma e i miei fratelli. Bastardo provaci. Ti scateno contro un inferno che nemmeno te lo immagini. Angelo, si. Sono Angelo. Ma non tirarla troppo la corda, perché l’unica cosa che non hai saputo gestire nel tuo immenso potere è la rabbia di un angelo incazzato. Non te ne tirare contro un altro. La tua storia ti insegna che non ti conviene. Stai li buono, gestisci le anime, muovi soldi, fotti le persone, sposta poteri, sposa, battezza, raccogli fondi, fai quello che ti pare del tuo potere.
Ma adesso basta. Lascia in pace la mia famiglia.
La maledizione è finita. L’ho lasciata lei. E’ lei che si trascina dietro morti, non io. Forse il giorno che ho chiuso ti sei distratto, perché stai continuando anche con me. E mio fratello lo vedo ricrollare di nuovo. Non ti azzardare a prendertelo. Non ci provare Bastardo. Vuoi me? Vieni a prendere me. Perché io non mollo, anche se non è facile. Sono stanco quest’anno, davvero. Maledetta sia lei. Maledetta. Lei e tutto il dolore e la cattiveria e la rabbia e le punizioni che nella mia vita ho visto entrare insieme a lei. Ho sbagliato ad amarla lo so. Maledico il giorno in cui ho deciso di aiutarla. Però ora basta. Se vuoi me abbi il cazzo di coraggio di venire a prendermi di persona. Ma devi prendere me, lascia in pace gli altri. Perché l’errore l’ho commesso io e io devo pagare. Vieni a prendermi. Ma ricordati di venire con un’arma, perché sia immediata la vittoria.
Non sfidarmi sulla lotta, perché se sarà lotta, sarà dura e lo sarà per te. Perché tu vinci solo se davanti a te hai chi ti riconosce. Per me non sei nessuno. E dopo quello che stai facendo, se ti vedrò, diventerai mio nemico. E credimi, non ti conviene. E non sarà semplice per te prendermi. Dovrai faticare parecchio prima di vedermi sconfitto. Sono Angelo. Sto per incazzarmi. Sono stato zitto. Ora stai esagerando. Bastardo. Lasciami in pace. Lascia in pace la mia famiglia e i miei affetti. Lascia perdere, è Natale. Passa il tuo tempo a portare il tuo santo culo tra un presepe e l’altro. E non perdere tempo con me. Vuoi vedere che tra tutti quelli che al mondo meritano di pagare, tu hai deciso di accanirti su di me? Se me lo merito abbi il coraggio di prendere me e di dirmi perché. Se ti stai solo distraendo un po’ hai capito proprio male. Hai scelto l’Angelo sbagliato. Non provarci. Non provarci. Sono mesi che sto buono. Sono mesi che non rispondo alle provocazioni.Sono mesi che lascio che chi mi ha voluto schiacciare pensi di avermi schiacciato. Sono mesi che convivo con il senso di sconfitta solo perché la guerra che combatterei sarebbe troppo sanguinosa. Basta sangue. Non ne voglio più. Ne ho abbastanza. Ne sono così stanco da accettare persino di non combattere, pur di non vedere altro sangue, anche se non sarebbe certamente il mio.
Ma ora basta. Vai a prendere qualcun altro. Sono davvero stanco. Non costringermi a scatenarmi contro di te.
Presuntuoso? Si, da morire. Ti stai incazzando? Bene. Si chiama strategia di guerra. Se voglio che prendi me devo farti incazzare io. Vieni da me o sparisci dalla mia vita. Bastardo. Tu sei quello buono, lui è quello cattivo. A me di voi due non me ne frega un cazzo, io sono il terzo. Quello in mezzo.Tu stai su, o dove cazzo ti pare; lui sta giù o dove cazzo gli pare. Io sono quello in mezzo. Ed è meglio se mi lasci in pace, perché finchè rimango in mezzo sarete sempre uno contro uno. Non costringermi a schierarmi.
Offeso? Offesi? Sconvolti?
Blasfemo. Si. Dannatamente blasfemo. Come solo chi ha perso un padre, un amico, e chissà chi altro può essere.
Non vi sta bene? Meno natalizio di quello che avevo promesso? Non è colpa mia. Chiedevo solo una cena di Natale. Ma la puttanella ha deciso che la maledizione avesse strascichi non solo nella sua vita, ma anche nella mia. E la parola ”morte” nei giorni di Natale proprio non dovevo risentirla. Non in questo Natale.
Bastardo vattene.
Sei ancora in tempo.
Io ti ho avvisato.
Ma non cederò mai. Non mi avrai se non dopo aver lottato. Non ci vengo io da solo. Sono forte. Forte. Forte.
Non costringermi ad esorcismi al contrario. A me non mi hai mai convinto. Se devo cacciarti io saprò farlo.
Buon Natale.
Io il presepe non l’ho mai fatto. Non entrare in casa mia di prepotenza. Chi l’ha fatto ha sempre pagato, dopo.
E con lui chiudo.
Con gli altri…beh, che dire.
Augurare serenità e felicità?
Bah. Ognuno sappia badare a se stesso. Io non crollo, ma di energia per altri ora proprio non ne ho più.
Il calice lo alzerò quella sera. E il Natale corro a farlo con la mia nonnina. Mentre aspetto “quella” telefonata che spero non arrivi mai. Auguri a me. A nessun’altro. Anzi, si, a mio fratello. A nessun’altro. Anzi si, a mia mamma che quella sera la passerà in ospedale. A nessun’altro. Anzi si, a mia nonna. A nessun’altro. Anzi si, al nonno (che mica è ancora morto!!! Tiene duro lui). A nessun’altro. Anzi si, a Gianluca, alla Linda, ad Andrea, alla mia fata, a Marina, a Barbara che passerà Natale e Capodanno con suo marito e dei miei auguri ne ha davvero bisogno, a Emilio, a te e anche a te, a voi che non nomino per non creare problemi, a Miki, alla Rosa, alla Lilli, ai miei fratelli, al vigile che mi ha fatto la multa ieri, a Isabel, a Marco Columbro, all’amico di mio padre, a mio padre che tanto lo so che è qui, a Mariella, a Marco e alla Emi che li vedo finalmente felici, a chiunque quest’anno mi abbia aiutato ad aiutare la puttanella e come me non si è mai sentito dire nemmeno un vergognoso “grazie”, ad Antonio che spero non veda quello che lei ha fatto e detto dopo quello che lui ha fatto per lei, alla Lella, che non smetterò mai di amare e alla quale auguro di realizzare i suoi sogni, a Lino al quale prima o poi dovrò chiedere scusa come lui a me, a chiunque mi legge pensando che io sia un pazzo satanista, mentre sono solo uno che usa le metafore per parlare di cose reali, a chiunque abbia offeso quest’anno e decida di sparire, a chiunque abbia involontariamente ferito, a tutti quelli che mi hanno aiutato, a tutti quelli che non rientrano nella lista delle persone che pagheranno, lista che in ordine alfabetico, ovviamente, inizia con la A. Auguri a tutti quelli che da lontano hanno evitato di contribuire al dolore regalatomi, a tutti quelli che aiuteranno mio fratello ora che io non riesco a stargli vicino come vorrei, a tutti coloro che mi stanno dietro nei miei momenti folli, a tutti quelli che hanno lavorato ad ogni singola piuma delle mie ali, a tutti i miei istruttori di volo, a quelli che mi hanno medicato le ferite, alle donne che mi desiderano da anni, a quelle che mi desiderano da giorni, a quelle che mi desiderano da sempre.
Auguri a me, che forse ne ho bisogno più di tutti, perché quest’anno è davvero dura. Ma è un problema di fasi. C’è il dolore, seguito dalla sofferenza, seguito dalla ragione, seguito dalla comprensione. Se mi date il tempo di passare alla terza fase prima di regalarmi dolori sempre nuovi, ve ne sarei grato. Così, giusto per provare sensazioni diverse da quelle che ho addosso da un anno.
A te Angela no.
E per la prima volta ti chiamo per nome.
A te no. A te non auguro nulla. Sarei spietato se ti augurassi ciò che desidero per te.
A te dico solo che la vita ti riserverà ciò che ti sei costruita, guadagnata, ma soprattutto (purtroppo per te) meritata.
E’ una legge. E non è divina. E’ proprio un problema di rapporti umani. E purtroppo per te, con i vivi, quei rapporti non puoi raccontarteli come più ti fa comodo inventandoti “libri di risposte” che altro non sono che alibi per la tua coscienza. I vivi ti guardano. E non è un sentimento. Ti guardano davvero. E a loro, come già ti ho detto, non la racconti.
Buon Natale.
Forza Bruno. Il nonno ha bisogno anche del tuo ottimismo per non farsi fottere da “quello lì”.
Forza Bruno.
È una festa, che si festeggi. In ogni modo.
C’è chi sta davvero male quest’anno, e i miei dolori in confronto non sono davvero nulla.
In alto i calici.
Auguri anche a tutti loro.
Vittime di guerra.
Da entrambi i lati. Ovviamente.